Non so nemmeno più quante parole
Quante parole ho scritto e pensatoPer dire il mio mondo e le mie paure
Senza riuscire a svelarne nemmeno una parte.
Eppure tu riesci in un solo sguardo a scoprire
La combinazione delle mie emozioniE senza nemmeno ascoltare mi sai parlare
E tirar fuori dai miei silenzi annegati, soli e lune.
Le stelle di questa notte di gelo e quasineve
Non hanno il colore lontano di Orione Le stelle che hai nella mano sanno di oggi e domani
Possono narrarmi il passato e il futuro oltre la notte.
Stringo le tue mani di musica e di tiepido gelo
Mentre nel buio racconti i tuoi incubi e i tuoi sogniMentre il respiro si arrotola in affanno impaurito
Ti abbraccio e tu rilassi il tuo viso in pieghe d’amante
Nei panni di cavaliere errante monto la guardia
Alla notte e ai sogni che sono i tuoi sogni E riconto le mille parole che ho detto e che sai.
Per rassicurarti del mio amore e della mia anima
Pur non avendone assoluto bisogno.